“La verità ha sempre mille volti e ogni volto ha sempre la sua verità”
Sulla breccia, innegabilmente per noi popolo verticale del Vicentino e non solo, c’è ovviamente la regolamentazione della fruibilità della Falesia di Lumignano.
Argomento scottante, con risvolti sociali, ambientali e (pare??) politici.
Dal punto di vista sociale le problematiche oltre a riguardare gli abitanti toccano anche tutti gli amanti delle attività outdoor della zona in questione e, nella fattispecie, noi arrampicatori.
La sfera ambientale tocca tasti lampanti: microflora, fauna locale, siti archeologici. Sfido chiunque abbia scalato a Lumignano di non aver visto il falco o qualche rapace che volteggiava “minaccioso” (perchè a quanto sostengono molti “ambientalisti” sembra che i rapaci siano incazzati neri con noi climber….) sopra la capoccia.
Infine c’è il risvolto politico. I nostri eletti, dopo aver disintegrato la pianura con piani regolatori indegni, centri commerciali sfavillanti e strade spesso inutili per il territorio (vi ricordo che la Valdastico finisce nientepopodimenochè a Piovene Rocchette), ora non trova di meglio da fare se non prendersela con chi biecamente trascorre il tempo libero all’aperto…. Ma Cristo Santo vi abbiamo fatto dei gran bei capannoni dove lavorare duro durante la settimana, e per il weekend ve li abbiamo trasformati riempendoli di negozi, ve li abbiamo resi caldi in inverno e freschi d’estate, pieni di buone porcherie da mangiare e tanti luccichini, con grandi parcheggi e aree dove vi legalizziamo pure il gioco d’azzardo e voi che fate? Ve ne andate a grattuggiarvi le mani e le ginocchia su delle rocce insignificanti!! Ingrati!
Essendo un arrampicatore, sono contrario alla regolamentazione proposta perchè non credo vada a risolvere qualche specifico problema ma, francamente, non me la sento di far finta che non esista anche un’altra faccia della medaglia e che riguarda certi nostri atteggiamenti.
In tal senso mi viene alla mente l’amico Emanuele che ha più volte paventato l’idea di schiodare completamete la falesia di Colmirano (sulle pendici del Grappa rivolto verso Quero), a causa delle lamentele esposte dal proprietario del terreno. Più e più volte egli ha raccolto e bruciato residui di fazzoletti di carta utilizzati per “pulirsi il culo” nonchè varie altre immondizie lasciate ovviamente da altri climber. Allo stesso modo ho più volte raccolto le lamentele di Mario (proprietario del terreno che dà accesso alla “classica”) e spesso mi è capitato in prima persona di vedere immondizie alla base delle pareti e di raccoglierle.
Innegabilmente tali atteggiamenti giocano a nostro sfavore e sono facilmente utilizzabili per metterci in pessima luce. Sono certo dell’importanza di preservare la vita delle speci animali e vegetali ed un’ambiente pulito e di rispettare chi ci “concede” di scalare: sia esso inteso come proprietario che come chiodatore e manutentore dei siti di arrampicata, ma purtroppo la massificazione dell’arrampicata (la massa è ignorante per definizione) ci porterà sempre più a scontrarci con questi problemi che, al di là degli interessi politici (se ci sono), DEVONO ESSERE RISOLTI.
Sono cosciente che la chiusura o la limitazione di una Falesia (con la F maiuscola perchè Lumignano non è una falesia qualsiasi) non cambierà di molto il nostro atteggiamento, ma il prezzo da pagare potrebbe essere il vedere la nostra attività relegata in ambiti sempre più ristretti e limitati….. Forse dentro agli stessi capannoni che più volte ho visto avvolti nelle nebbie dalla cengia del Broion, e che oramai si saranno svuotati dalle attività produttive.
Fedeclimb76

