L'AMICO ESPERTO
Dopo una settimana di pioggia battente, finalmente il sabato le previsioni ci regalavano un po’ di tregua con un meteo discreto e un’aria tersa, perfetta per godersi i panorami mozzafiato dalle vette dei monti. E così, con entusiasmo, condussi il gruppo di intrepidi clienti iscritti allo stage di vie ferrate, in un tour che ci avrebbe portato in cima a una spettacolare montagna.
Dopo le consuete istruzioni sulla corretta vestizione del casco, la regolazione dell’imbrago e la gestione attenta del nostro equipaggiamento, ci legammo in cordata e ci avviammo. Nonostante non fossimo in una corsa contro il tempo, ci avvicinammo ai due alpinisti che ci precedevano.
Giunti alla base di un muro verticale attrezzato con pioli, mi fermai e attesi che il nostro amico che ci precedeva completasse la salita. Con fatica, riuscì finalmente a raggiungere la cima del tratto verticale. Presi un po’ di corda e iniziai la mia ascesa. Appena superai lo strapiombo, udii una voce tremante dall’alto… “Non ce la faccio!” Il suo sguardo era disperato, tremava come una foglia al vento, mentre il suo “amico esperto” lo guardava impotente, aggrappato agli ancoraggi.
Leggendo la situazione rapidamente, mi assicurai subito con una longe ad un gradino. Mantenendo la calma, dissi ai miei clienti di fare lo stesso e di restare aderenti alla parete. Fortunatamente, li avevo istruiti adeguatamente e preparato ad ognuno di loro una longe corta. Feci appena in tempo ad assicurarli anche alla corda di cordata con un’asola che il ragazzo salto’ giù gridando.
Cadde solo per qualche metro, rimanendo sospeso al suo kit. Fortunatamente, non si fece male, se non per un calcione sulla mia spalla e per aver fatto volare una roccia grande come un televisore a un metro di distanza dai ragazzi dietro di me, che, fortunatamente, non si resero nemmeno conto dell’accaduto.
Istintivamente, dopo essermi accertato che il malcapitato fosse in condizioni fisiche accettabili, bruciai a vista “L’amico esperto” che cercò di scansare il mio sguardo, sbrigandosi a giustificare l’accaduto dicendo che era solo un inconveniente, che queste cose possono succedere, che si era staccato un appoggio, eccetera. Fortunatamente, tutto si risolse senza conseguenze gravi, ma consentitemi con alcune considerazioni personali:
– Le cadute possono accadere, è vero, ma se accompagnate un neofita, è meglio dotarsi di uno spezzone di corda e saperlo usare. Se non lo sapete fare, è meglio lasciarlo a casa (sia lo spezzone di corda che il neofita).
– Cadere in una ferrata è pericoloso sia per chi cade (pioli sporgenti, elevato fattore di caduta) che per chi segue (rocce che si muovono a causa della caduta, sovraffollamento, tensione generale).
– Last but not least, diffidate degli “amici esperti”, potrebbero farvi pentire amaramente di averli seguiti.
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