Written by 19:06 Alpinismo, Arrampicata

La Milano da bere…. con il ghiaccio

Profumi freschi come la pelle d’un bambino
vellutati come l’oboe e verdi come i prati,
altri d’una corrotta, trionfante ricchezza

che tende a propagarsi senza fine – Baudelaire –

Una statua che capeggia bronzea, illuminata dal sole all’accesso di Cervinia, è emblematica. Raffigura Mike Bongiorno, proprio il re dei telequiz, e il suo ormai indelebile motto pubblicitario “Sempre più in alto!”. Non capivo realmente cosa avesse a che fare con Cervinia. Almeno non lo capii quando furtivamente ci passammo vicini diretti, veloci come gazzelle, al Bivacco Carrel perprenderci un posto”comodo”…

Qui a Breuil, o Cervinia (nome imposto in epoca fascista), tutto inneggia al Cervino o ai monti suoi satelliti, l’albergo Breithorn, la manicure Cervino, la Capanna Alpina night club, il panino Liskam, la pizza Capanna Margherita…..

Siedo stanco sulla staccionata e vedo che una coppia di mezz’età si copre di selfie con lo sfondo della gigantografia del Cervino innevato, quello vero sta giusto dietro di loro ma sarebbe inutile spiegarglielo, sento dire dal papà della “famiglia Brambilla” ai sui occhialuti figlioli griffatissimi e pettinati come i calciatori, che su quel ghiacciaio, proprio quello che scende dalla forcella del Leone, si scia (bisogna essere bravini!!!!) ma non si riescono però a vedere i paletti dello slalom….. Guardo scendere, accecato dal sole, dai loro SUV fiammanti giovani rampolli vestiti di marca, figli reali e sintetici di famiglie ricco borghesi accompagnate da avvenenti donne abbigliate in modo succinto (mogli? Fidanzate? O mogli/fidanzate per la vacanza?), un tram tram di umanità sciatta, che guarda i lustrini dei negozi invece che lo sfavillio delle nevi, che si chiede “cosa mai sarà questo 150 scritto ovunque, fi..?? “ma non vedi pirla che son gli anni di questo signore qua (JJ Carrel!!)!!!” 

E poi riguardo su verso il Grande Cervino, come per cercare delle risposte, e mi accorgo che per vederlo devo buttare il collo molto indietro, i palazzoni e gli alberghi sono altissimi, fatiscenti marcescenti sul retro e costosissimi; la facciata è tenuta in piedi in qualche modo come una rifatta signora di 70 anni che mi passa dinnanzi tutta labbroni e pomate…. sono svilito dal vedere che l’ambiente sociale della Milano degli anni Ottanta, periodo in cui il capoluogo era il centro del potere egemonico del craxismo e del neonascente berlusconismo, caratterizzato dalla percezione di benessere diffuso, dal rampantismo imprenditoriale e riferimento dei nuovi ceti sociali e dall’immagine è tutto, abbia allungato i tentacoli quassù. Peccato pestilenziare l’aria sottile del re Cervino, farlo diventare business e denaro, denigrarne il nome, quasi ridicolizzarlo, peccato che le genti di quassù non si siano ribellate ed abbiano continuato a fare il formaggio o pascolare le vacche, o accompagnare, chi ne avesse voglia ed entusiasmo in montagna, magari ospitandoli nelle loro modeste baite; peccato davvero perdere le proprie radici come il piccolo campanile alpino inghiottito dai residence, del resto è duro reggere l’urto del finto benessere, delle camionate di soldi con cui si sono comperati tutto, anche la storia e l’anima, lasciando poi solo immondizie e detrito. Solo Lui è resistito, indomito, fiero, un Don Chisciotte di pietra e ghiaccio, un paladino scortato dai sui alfieri……. Un elicottero parte, va diretto alla capanna intitolata a quel signore di 150 anni (!!!!!), 25 persone non riescono a scendere da lassù intrappolate da una frana, mentre quaggiù il popolo consumista si crogiola dentro al solarium Matterhorn bevendo un drink Plateau Rosà….. Senza sapere che la Guida Alpina J.J. Carrel morì di stenti dopo aver portato in salvo due clienti. Lassù non è televisione, non si scherza. Quaggiù il regno della finzione, quasi un carnevale costante, la sagra dell’esibizionismo, la “Milano da bere ghiacciata” a quota 2000mt, l’esaltazione del consumismo sfrenato, oltre il punto di non ritorno, impianti che scarrucolano migliaia di turisti fino ai ghiacciai perchè bisogna sciare anche il 27 luglio per essere “alla moda”, non importa se ci sono 28 gradi, importa gironzolare con il piumino lo smartphone e la tavola per surfare per le vie del centro tutti intinti di profumi famosi e poi, una volta tornati a casa, poterlo raccontare fieri magari proprio al tuo vicino che, guarda caso era in vacanza a Cervinia!!…… “Scusi lei che è? guida? Mi indichi dov’è la statua di Mike….. (evidentemente le guide servirebbero a questo)” Senza aprire bocca la indico, l’idiota si avvicina, la abbraccia e si fa fotografare, poi se ne va battendogli una pacca sulla spalla.

Mi son bastati pochi minuti per rimpiangere le ore trascorse tra le pieghe della Gran Becca, capire che il “sempre più in alto” del grande imbonitore non è riferito alle vette che ci circondano o ad una ricerca della felicità attraverso la fuga nelle ebrezze della quota e dell’impegno fisico, ma è volto ad un arrivismo sociale e al benessere che si trasforma in una pacchiana e distruttiva ostentazione di ricchezza….. che tristezza….. Allegriaaaaa!!!

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