Written by 11:11 Alpinismo, Arrampicata

Non mi piace vincere facile

 Uomini, senza anima, la poesia è morta ormai. Musica fiori di plastica, Morirò. Mi manca l’aria

(Timoria, Mi manca l’aria)

Riparto dal chiodo. Appiglio buono, bidito spallato, piede in spalmo, altro bidito (azz, perchè ho le dita così grosse!!), alzo il baricentro, prendo la svasa di sinistro e la accoppio. Guardo il piede destro schiacciato sul nulla e mi chiedo come faccia a star su. 

Tutto il corpo è in tensione. Un piccolo movimento dinamico e cado dentro ad un appiglio che sembra non esserci. Sto su solo per attrito della pelle. Raccolgo le forze e cerco di arrivare alla presa buona. Il piede, che finora aveva dato il 200% delle sue potenzialità, non regge e mi ritrovo appeso 5 metri sotto al chiodo. La mano sinistra sanguina, lo spirito è ferito. Aspetto un po’ lassù penzoloni a 300 metri da terra, come se tutto fosse normale.

Ora tutto me è lì, in questi 3 metri. Non esiste altro. 

Siamo io e la mia storia, il mio background. Guardo in alto, la parete si abbatte e la via è sostanzialmente finita. Non bastasse la relazione a dirmelo, è sufficiente guardare su. Mi viene la storica frase di Messner: “solo quei 4 metri” e capisco cosa voleva dire. Ti ho sempre stimato Messner ma anche profondamente odiato.

Richiamo sull’attenti il socio in sosta, che dopo aver fatto il tifo per me e pregato perché il chiodo trattenesse la mia capovolta (mentre io in volo imprecavo!), si era trastullato ad aggiungere un friend in sosta….. Riprovo ancora e poi ancora e ancora una volta. Senza successo. La mano è un impasto di sangue e magnesite. Guardo con attenzione i due buchetti. Invito il compagno a calarmi in sosta.

protezioni veloci sullo spigolo della melodia

Tolgo le scarpe e mi siedo a riflettere guardandone le suole, come a cercare un conforto che, ovviamente, non ottengo. Francamente ho portato ciò che serve per proteggersi e non per progredire. Se non riesco ad andare in libera dove sono andati gli apritori semplicemente non merito la salita. Dispiace che quel buchetto porti i segni del passaggio di molti cliff. Dispiace che ci sia ancora molta gente per cui l’etica sia meno importante del curriculum. Davvero dispiace. Ma del resto è lo specchio della attuale società dove il “ti piace vincere facile” è un modus vivendi e non solo uno spot televisivo.

Un altro inutile, disperato tentativo. Gettiamo le corde nel vuoto pronti a scendere. E’ stata comunque una grande avventura. Ho perso (almeno per oggi), ma ho giocato e lottato ad armi pari. 

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