Written by 19:24 Alpinismo, Arrampicata, Senza categoria

L’attimo

Correva il giugno del 2012. Faceva caldo. Parecchio caldo. Il giorno era il 22 giugno per la precisione. Ed era di venerdì. Quel giorno fu molto importante per l’arrampicata vicentina. Anche per Silvio lo fu.Primo 9a in terra vicentina. Primo vicentino a toccare l’olimpo dell’appiglio più piccolo del mondo. Ricordo che quel pomeriggio fece un temporale. Si quietò per un po’ il caldo infernale che attanagliava la falesia. Laggiù nella pianura i fulmini squassavano ancora il cielo. Silvio si alzò e fu l’ATTIMO. Movimenti dinamici, precisi, secchi. Prese strizzate, superate di slancio. Una corsa, quasi i cento metri, un fulmine ritardatario che colpiva la falesia, sospensioni senza piedi su tacche che sembravano disegni, una danza tarantolata, movimenti veloci e chirurgici, calcolati, fino all’Olimpo chiamato catena. Silvio sale alla ribalta. Bravo. Lo merita. Da lì in poi solo grandi successi e lotte contro una federazione poco lungimirante.

Passano 8 giorni. 30 giugno 2012. Un sabato di quelli che ci vogliono le grondaie al naso e alle orecchie per incanalare il sudore che cade copioso anche stando fermi. Ci saranno almeno 200 persone al Covolo. Tutti stravaccati a terra. Voglia di scalare zero. L’afa della pianura ti uccide e stagna sotto questi strapiombi. Macchicavolomelhafattofare di venire qui oggi. Poi un colpo di aria fresca nel lattiginoso pomeriggio. Dino e l’ATTIMO. L’arietta diventa vento, quando supera il primo boulder accarezzando le prese, poi bufera quando statico e quasi sornione stritola quelle due tacche invisibili, diventa poi fortunale quando abbassa il cric del bicipite per andare lassù a quella pinzatina, si trasforma in tornado distruttivo quando sale l’ultima sequenza e infine deflagra in un tifo da stadio con applausi scroscianti, quando la catena è raggiunta.

Due grandi arrampicatori, due generazioni a confronto, due modi di scalare differenti ma che hanno portato a raggiungere obiettivi incredibili. Una vera sfida tra campioni che ad armi pari si sono affrontati. Nessun vinto e nessun vincitore. Il giovane ha provato a prendere possesso del trono ma il re si è difeso con grande coraggio.

Questa è stata la mia sensazione e non credo di allontanarmi di molto dalla verità. Dino su tutto resterà per me sempre “IL” Campione del mondo, forte, resistente, modesto. Silvio l’italiano da 9a, dinamico, intelligente, perseverante, senza compromessi….. Con questi individui in circolazione i pretendenti al trono avranno vita molto molto molto dura.

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