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Attività sportive sui Colli Berici, ultimo atto??

Pace fatta tra Provincia di Vicenza e amanti dell’arrampicata sportiva. Dopo tanti incontri, e a dire il vero anche qualche acceso confronto, si è giunti all’elaborazione di un regolamento che disciplina le attività sportive sui Colli Berici, in particolare appunto l’arrampicata ma anche il parapendio e il motocross. Regolamento condiviso nei mesi scorsi con i Comuni interessati e con le associazioni sportive del territorio, per poi essere approvato dal Commissario Straordinario Attilio Schneck e diventare quindi esecutivo.

Il gruppo del CAI esprime a conclusione dell’accordo una moderata soddisfazione: si ritiene che i risultati raggiunti, pur nel rispetto di una buona parte delle richieste dei naturalisti, possano garantire un’ampia frequentazione delle falesie, con alcune limitazioni peraltro già presenti nel Regolamento approvato nel 2004 dal Comune di Longare. Da parte degli abituali frequentatori delle falesie rimane tuttavia il rammarico di non essere stati maggiormente coinvolti nelle fasi di elaborazione del progetto. Una diversa collaborazione avrebbe potuto infatti limitare le tensioni fra arrampicatori e naturalisti : la chiusura totale del sito di San Donato e quella parziale di Castegnero sono infatti destinate a suscitare polemiche e malumori, forse evitabili con una progettazione maggiormente condivisa.

“Il regolamento –spiega il Capo di Gabinetto della Provincia Dino Secco- si era reso necessario a seguito degli interventi di valorizzazione dei Berici eseguiti con il progetto comunitario Life Colli Berici. Un milione e mezzo di euro grazie ai quali sono stati recuperati ecosistemi e ambienti naturali per lo sviluppo e la salvaguardia di flora e fauna tipici dell’area. Interventi complessi e corposi, durati ben 3 anni, che ora vanno tutelati non certo con divieti assoluti, ma con una fruizione consapevole e responsabile, che protegga l’ambiente ma che permetta anche alle persone di goderne, visto che si tratta di un vero e proprio patrimonio naturalistico, tanto da essere stato classificato Sito di Importanza Comunitaria.”

La parola d’ordine del regolamento è quindi “comportamenti responsabili”, quelli cioè che permettono di praticare sport sui Berici limitando l’impatto ambientale, rispettando la vegetazione spontanea e la fauna selvatica e domestica. E poi omogeneità, cioè regole certe, chiare e uniformi per tutta l’area dei Berici, finora interessata da pochi e sporadici regolamenti comunali o affidata al buon senso dei suoi frequentatori.

Ad ogni sport corrisponde un capitolo dove sono indicati tempi, luoghi e modi della sua pratica.

Il più interessante, e anche il più discusso, è di certo l’arrampicata.

Le pareti più note e frequentate, quelle di Lumignano-Longare, sono state divise in quattro aree, recependo quasi interamente quanto stabilito dal regolamento del Comune di Longare:

– area verde (arrampicata consentita tutto l’anno): itinerari compresi tra “Lumignano Classica” e ”Vomere” e itinerari noti come “Brojon Classico”;

– area arancione (arrampicata consentita dall’1 luglio al 31 dicembre): itinerari noti come “Lumignano Nuova” e “Brojon Strapiombi”;

– area azzurra (arrampicata consentita dall’1 aprile al 31 ottobre): itinerari compresi tra “Il commercialista” e “Sotto l’Eremo”;

– area rossa (arrampicata non consentita): tutti gli altri itinerari noti.

Due sono le aree per Castegnero-Nanto:

– area verde per gli itinerari del “Covolo” e area rossa per tutti gli altri.

A Barbarano si arrampica tutto l’anno al Monte della Cengia.

Divieto di arrampicata invece nella parete di San Donato a Villaga, nella parete di Toara di Villaga e in zona grotta di San Bernardino a Mossano. E divieto assoluto in tutti i Berici di apertura di nuove vie di arrampicata senza autorizzazione preventiva e Valutazione di Incidenza Ambientale.

“La logica -spiegano i tecnici- è stata quella di non polverizzare l’attività di arrampicata, regolamentando questo sport nel rispetto dei ritmi della natura. Pensiamo ad uccelli protetti quali falco pellegrino, gheppio, corvo imperiale, rondine montana, codirosso spazzacamino, passero solitario: se disturbati durante il periodo riproduttivo possono abbandonare il nido o addirittura non nidificare. In questi particolari periodi va quindi evitata ogni forma di disturbo.”

Accordo raggiunto anche per il parapendio, grazie anche all’associazione Volo Berico che si occupa di questo sport nei Berici. Tre le aree di decollo esistenti: Pineta di Brendola, Monte Molinetto di Orgiano e Monte della Croce di San Germano dei Berici. Quest’ultima è quella su cui maggiormente si è discusso. I naturalisti del Progetto Life ne avevano infatti chiesto la chiusura, viste le gravi condizioni ambientali in cui versa. Si è invece deciso di mantenerla attiva con l’impegno di Volo Berico (formalizzate in apposite Linee Guida) ad interventi di rinaturalizzazione e salvaguardia della flora presente. In conclusione: rimangono attive tre piste di decollo su tre.

Nessuna sorpresa, per finire, per il motocross, regolamentato secondo quanto dispone il Codice della Strada: circolazione permessa sui tracciati della viabilità principale e divieto sui tracciati della viabilità minore, che comprende le strade interpoderali, i sentieri, le strade silvo-pastorali, le piste forestali, gli itinerari ciclabili, le ippovie.

Più in generale, il regolamento dettaglia i 5 comportamenti responsabili con relativo divieto e danno ambientale nel caso di non rispetto.

1- rispetto della fauna selvatica, con divieto di avvicinarsi ai siti di nidificazione e alle zone di rifugio, di catturare animali o di attirarli a sé, altrimenti c’è il rischio di abbandono dei nidi e allontanamento della fauna.

2- rispetto della vegetazione, con divieto di asportare, alterare o danneggiare la vegetazione spontanea e le coltivazioni agricole, pena l’alterazione degli equilibri vegetazionali e dei circuiti di approvvigionamento della fauna

3- rispetto del suolo, delle pareti rocciose e degli anfratti, con divieto di asportare frammenti di roccia o alterare le pareti con scritte e graffiti, pena l’allontanamento della fauna

4- deposito dei rifiuti negli appositi contenitori, con divieto di abbandono che comporterebbe inquinamento del suolo

5- accensione di fuochi solamente nelle aree apposite, per evitare incendi e non danneggiare suolo e vegetazione rupestre

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