Written by 18:50 Alpinismo, Arrampicata

La prima impressione è quella sbagliata ovvero prima ripetizione della via Sopra il Teatro

Ci tengo fare la prima ripetizione di questa salita aperta dai miei amici Alessio ed Angela. Poi Alessio stesso mi ha detto che è una bella via, mettici che un mesetto fa mi sono proprio divertito a salire l’altra sua via C.A.R.A e aggiungici pure che, estrapolo dall’ articolo di Planetmountain, “salita simpatica e divertente …….” fatto sta che ci ingaggiamo nuovamente in questo scabroso avvicinamento degno delle peggiori rogne dolomitiche, non dopo aver trascorso una serata al telefono con Alessio per aver alcune dritte.

 Pari o dispari, vinco io, faccio due calcoli con la relazione in mano e parte Gianluca: alla fine mi accorgerò di aver sbagliato tutto e mi toccheranno i tiri più pepati.

 ……….Madre de Dios!!! quant’è grosso!!! Nero, peloso, con le zampe brevi ed arcuate. Sembra aprire la bocca minacciosamente a difesa di quella ragnatela così solida ed elastica che mi rimane appiccicata senza soluzione alle dita….. Poi a dire il vero la posizione in cui svolgo questo lavoro di “disbrigo tela dell’aracnide” non è delle più felici: lo spit giace inerme 4 metri sotto ai miei piedi, il Bellin (compagno di cordata) si starà facendo i selfie da pubblicare su facebook e tra l’altro non mi vede nemmeno, la mano destra ravana una cengia buona ma invasa dalla terra, i piedi sono su due appoggini del cavolo e la mano sinistra in incrocio si diletta a giocare con la tela del ragno già citata……

dopo cinque minuti passati così finalmente ho la meglio su questo grosso abitante delle pareti, infine sudato come dopo aver tagliato l’erba alle 2 del pomeriggio, monto sulla cengia e ovviamente mi accorgo che la via passava un paio di metri a destra, che ho saltato una protezione e adesso mi tocca proseguire diretto fino alla prossima, che consente l’accesso ad una grande e divertente lama fino a due metri dalla sosta che è preceduta da un campo verticale di terra rossa: “Ocio Gianluca che qua neanche Nadal al Roland Garros ha a che fare con tutta sta terra rossa”!! Arrivo in sosta sporco come un maiale, iniziamo bene se questo è solo il secondo tiro!!

E invece no, cari ragazzi, la salita è bella se vi piacciono chiodature non banali e logica da via alpinistica, se vi piacciono i diedri e la varietà dei tiri, se vi piace sentire il vuoto sotto ai piedi e non siete schizzinosi per la roccia (solo in alcuni tratti) da “tastare”, è una salita divertente ma da non sottovalutare che, dopo i primi tiri “così così”, vi snocciola una sequenza di lunghezze di corda una più bella dell’altra: il grande diedro sovrastato dal tetto enorme (7b+), la placca gialla a gocce (7a+), il muro a cannette (7b), i due tetti (7b+ esplosivo!) e la magnifica placca finale (7c) dove le mie ultime energie si sono spente ad uno spit dalla catena…. ma per fortuna ci sono le Guide Alpine!!!

Grazie all’ottimo Gianluca Bellin che mi ha accompagnato in questo viaggio a due passi da casa e (al solito, ma come non farlo!) ai cari amici Angela ed Alessio per aver aperto una nuova giostra nel nostro piccolo parco-giochi chiamato Valsugana.

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