Written by 10:04 Alpinismo, Arrampicata

CAMPO SOLAGNA RITORNO ALLE ORIGINI

Eh si, ce n’era bisogno. Proprio bisogno. Ora butto tutto dentro al mio saccone boiler e ritorno a casa soddisfatto. So già che alcuni storceranno il naso, soffieranno sotto, altri si incazzeranno come leoni che sono allontanati dalla preda appena uccisa da uno stormo di avvoltoi, altri ancora batteranno la pacca sula spalla e ti diranno bravo, bel lavoro ci voleva proprio qualcuno che prendesse l’iniziativa ma, alla maggior parte del mondo, giustamente non importerà nulla di tutto questo. Ed è normale che sia così. Non è una questione primaria, non è argomento per cui vale la pena togliere il saluto o strapparsi i capelli, ma certamente per chi come noi scala è una questione interessante e su cui vale la pena ragionare un momentino. Torniamo a quel venerdì mattina. Salgo alla falesia per scalare un po’, sono solo ma, armato di autoassicurazione salgo alcuni tiri…. magnesite ovunque, segnacci orrendi per agevolare i ciechi che non trovano gli appoggi, rinvii fissi, cordini sparsi in giro, magliette che da anni giacciono inermi alla base delle pareti.

No, no no no no e ancora no. Caspita non posso nemmeno passare un mio rinvio perchè l’anello del resinato è occupato da una maglia rapida del lontano orientale con il filetto finito e la fettuccia logora, posizionata per essere munta da arrampicatori senza rinvii all’imbrago e alimentati dalla plastica, che non hanno nemmeno l’ingegno di passare i loro rinvii salendo dalla via a fianco. Un impulso immediato, non premeditato ma che è cresciuto negli anni di frequentazione del luogo, un flash il primo 8a da me salito, nessun rinvio in loco. Ancora un lampo i momenti di tremolio per passare quel rinvio sul 7c con l’importanza che il tuo compagno facesse sicura alla perfezione o ancora le corse del dopolavoro per provare quel tiro cui non trovavi i segni di magnesite ad indicarti le prese.
Il raptus è inarrestabile e in due ore la falesia è ripulita quasi totalmente – il lavoro lo finirò nei prossimi giorni – ora non ci sono più rinvii fissi, cancellato ogni segno per i piedi e pulite le prese, eliminati i cordini legati nelle varie sedi non apposite, recuperate tutte le maglie lasciate da generazioni di climber a marcire sotto alla grotta, portato a casa pentole e bacinelle, carta e plastica, reso nuovamente dignitosa la falesia e portato in ecocentro circa 20 o 25 kilogrammi di immondizie varie.

Parte del materiale tolto

Ma perchè tutto ciò. Perchè assurgersi a divinità con poteri decisionali. Perchè rendere più ruvido quello che è stato lisciato. Perchè tornare al passato anzichè guardare al futuro. E’ presto detto, se il futuro che si profila è questo non mi piace. A me piace sudare il tiro, provarlo, cadere, avvicinarmi un giorno e il giorno dopo non alzarmi nemmeno, mi piace sentire che l’adrenalina scorre dentro quando stai per arrivare in cima e mi piace anche quando la gravità ti fa cadere e sentire che il tuo compagno è partecipe, sentire che ti puoi fidare di lui a moschettonare quel rinvio al limite. Questo mi piace della scalata. Non mi piace educare i tiri alle mie richieste, allungando giusto quel rinvio o segnando ogni appoggio possibile. Della scalata mi piace il rispetto che esige per i luoghi e per la via, per le persone che sono salite e per quelle che saliranno. Questa è la scalata. Un tiro non è fatto dal numero che ha nella scala delle difficoltà, è fatto dalla sua storia. E noi la storia la stiamo travisando. E anche l’ambiente. Vi pare che Campo solagna ma anche il Covolo o San Liberale, solo per citare alcuni esempi, debbano avere i fissi su ogni tiro o quasi. Secondo me no. Sali dal basso, provi ti ingegni, azzeri e se proprio non ce la fai scendi e lasci a qualcuno più bravo di te salire quella via. Nel frattempo ti alleni e cerchi di tornare preparato per farla. Così era una volta, non vedo perchè non si deve tornare a giocare pulito.

Vogliamo poi puntare il dito sullo squallore di vedere vedere questi rinvii che penzolano nel vuoto e ci possiamo permettere di sorvolare sulla loro pericolosità, peraltro ben segnalata in questi articoli

http://kinobi.forumup.it/viewtopic.php?t=124&mforum=kinobi

http://www.planetmountain.com/it/notizie/arrampicata/liberiamo-le-nostre-falesie-dai-rinvii-fissi.html

 stesso rinvio….. in alto il lato rivolto alla parete, sotto quello rivolto agli eventi atmosferici

E infine se davvero non ci sentiamo sicuri di provare quel tiro perchè rischiamo di farci male c’è sempre la canna da pesca…… certo una volta si usava la piramide umana, ma non si chiede di arrivare a tanto.

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